ORIENTAMENTO

                                                                   Introduzione

 

Cercheremo nelle pagine che seguono di dare nozioni chiare e semplici, comprensibili a tutti, citando tutto quanto è veramente utile per la pratica soluzione dei problemi, senza addentrarci in cognizioni teoriche che poco interessano a chi una certa topografia la deve usare e non disegnare, pur non trascurando di dare delle nozioni fondamentali che permettano di meglio comprendere i vari problemi.

                                                                   Punti cardinali

 

Elemento fondamentale per potersi orientare è la conoscenza e la possibilità di determinazione dei punti cardinali.

Essi sono:

Nord (N), Est (E), Sud (S), Ovest (O oppure W); in campo internazionale per l'ovest si preferisce la lettera W dall'inglese West, per non confondere la nostra sigla O con il tedesco Ost che invece significa Est.

Il Nord o settentrione o mezzanotte è la posizione nella quale si trova l'asse di rotazione terrestre ed è alle spalle dell'osservatore che guardi il sole al mezzogiorno astronomico.

L'Est viene detto anche Levante od Oriente ed indica la posizione nella quale sorge il sole nel giorno degli equinozi di primavera (21 marzo) e di autunno (21 settembre); l'Ovest viene detto anche Ponente od Occidente ed indica la posizione nella quale tramonta il sole nei giorni de equinozi; Sud o Meridione è la posizione nella quale si trova il sole mezzogiorno astronomico (può differire alquanto dal mezzogiorno legale).

                                               
 

Oltre i quattro punti cardinali, l'orizzonte presenta infiniti punti intermedi,di cui i principali sono: Nord‑Est (NE) o Ceco;

Sud‑Est (SE) o Scirocco;

Sud‑Ovest (SO ‑ SW) o Libeccio;

Nord‑Ovest (NO ‑ NW) o Maestrale.

Lo spazio compreso fra due punti cardinali si chiama quadranti, il 1 ° quadrante è quello fra Nord ed Est, il 2° fra Est e Sud, il 3° fra Sud e Ovest, il 4° fra Ovest e Nord.
 

Il grafico che rappresenta i quattro punti cardinali e le loro suddivisioni é chiamato «rosa dei venti». Tale figura, con i suoi punti cardinali ed i intermedi ed i corrispondenti valori in gradi deve essere stampato nella mente di chi voglia risolvere i problemi di orientamento con sicurezza ed in breve tempo.

Si dovrà sapere a memoria,cioè, che al SO (o SW) corrispondono 225°, al NE 45° e così via, senza dover consultare la bussola o metter a fare calcoli.

Nel nostro emisfero (boreale) volgendo le spalle al sole di mezzodì ha di fronte il Nord, a destra l'Est e a sinistra l'Ovest. Ovviamente individuato uno dei punti cardinali si conoscono per deduzione anche gli altri.

L'orientamento dei versanti, pareti, creste, canaloni, ecc. è sempre riferito al punto cardinale che ha alle spalle colui che li percorre in salita.

 

 

 

 

 

                                            Orientamento con il sole

 Si è già detto che la posizione del sole, approssimativamente, alle 6 a.m. corrisponde all' E, a mezzodì al S e alle 6 p.m. all'O.

Nelle 12 ore, dalle 6 in cui si trova ad E alle 18 in cui si trova ad 0, il sole percorre apparentemente una semi‑circonferenza (cioé un angolo di 180°), mentre la lancetta dell'orologio compie un giro completo (cioè un angolo di 360°). Ne consegue che mentre il sole apparentemente si sposta in un'ora di circa 15° (180:12), la lancetta si sposta di 30°(360:12), cioè descrive in egual tempo un angolo doppio di quello d scritto dal sole.

Sfruttando questo principio un metodo pratico per orientarsi con il se è quello di disporre un orologio in modo che la lancetta delle ore sia diretta verso il sole. Dividendo poi l'ora dell'osservazione per due si avrà l'ora in direzione della quale si trova il Nord.

Va ricordato che nelle ore pomeridiane l'ora va espressa con la sua indicazione totale (per es. ore 14,20 o 16,30 e non 2,20 o 4,30) altrimenti avremmo la direzione del Sud anziché quella del Nord.

                                    

                                            Orientamento con le stelle
 

Ci notte, a cielo sereno, ci si può orientare con la Stella Polare.

Questa stella si trova nella direzione N nel cielo dell'emisfero boreale, che è il nostro, e fa parte della costellazione dell'Orsa Minore o Piccolo Carro. Per individuarla facilmente è meglio cercare l'Orsa Maggiore, o Gran Carro, composta di sette stelle di grande visibilità e facilmente riconoscibili. La Stella Polare è l'ultima del così detto timone del Piccolo Carro (meno visibile del Gran Carro) e si trova sul prolungamento della linea immaginaria che unisce le due stelle posteriori del Gran Carro, ad una distanza apparente di circa cinque volte quella tra le due selle predette.

Si tenga presente che nel corso della notte e lungo l'anno le due costellazioni ruotano intorno alla Stella Polare, pur rimanendo immutata reciprocamente la posizione delle loro stelle.

Vi sono dei casi in cui possono non essere visibili completamente le costellazioni del Piccolo e del Grande Carro ed allora risulta utile ricorrere alla costellazione di Cassiopea che per la sua caratteristica forma a M è facilmente individuabile. La stella polare si trova approssimativamente in direzione della stella centrale, trovandosi Cassiopea dal lato opposto del grande carro, rispetto alla stella polare, risulta quindi molto utile nel caso che il grande carro non sia visibile.

                       
                               

                              Orientamento mediante l'osservazione del terreno

  

Qualora non si possa ricorrere ai mezzi sopra elencati, come può avvenire a chi senza bussola si trovi di notte con cielo coperto o di giorno nella nebbia, si è obbligati a ricorrere a tutti quei piccoli indizi che la pratica e l'attenta osservazione ci possono fornire. Certo se non si è riusciti in precedenza a fissare, a fotografare quasi nella mente, un buon numero di dettagli e di caratteristiche del terreno, il compito potrà essere arduo e talvolta impossibile.

Il muschio sugli alberi e sulle rocce, il sottobosco più umido e più sviluppato, la neve più abbondante e che scende ad un limite più basso, i ghiacciai che hanno maggior sviluppo, sono indicazioni di massima per trovare il Nord. Lo stesso si dica del pietrame più pulito e della roccia riarsa sui versanti sud, del maggior numero di cengie erbose sui versanti E e 0, del limite della vegetazione generalmente superiore a N che a S. Più utili sono però gli indizi che si possono avere quando si abbia già una qualche precedente conoscenza o ci si sia opportunamente informati del terreno che si deve percorrere. Su un ghiacciaio, purché non troppo sconvolto o seraccato, anche la direzione dei crepacci, che sono generalmente trasversali alla direzione del movimento del ghiacciaio stesso, può dare delle utili indicazioni e così dícasi dell'eco: la voce viene quasi assorbita dalla parte di avvallamenti o passi, viene rimandata chiaramente se ci si trova di fronte a un dirupo o una parete, si perde allontanandosi gradatamente nei valloni profondi e stretti. II vento, in alcuni casi, può dare delle utili indicazioni con la sua direzione. Se per esempio nel momento in cui si è colti dalla nebbia o dall'oscurità si osserva la direzione del vento si saprà, anche in mancanza di visibilità continuare a procedere nella stessa direzione: basterà continuare a camminare ricevendo il vento dallo stesso lato del corpo. Vi sono naturalmente altri elementi che la pratica può suggerire per sapersi orientare senza bussola, rimanendo comunque questo prezioso strumento l'unico in grado di dare indicazioni precise.

 II suo peso non è eccessivo, mettiamola quindi nel sacco!

 
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